Ulivi e turismo - ulivetironchett

Come sarebbe bello Bellagio se fosse immerso in distese di ulivi.

Come sarebbe bello  Bellagio se fosse immerso in d...
Una delle nostre aspirazioni principali è quella di far capire alla gente l'importanza degli ulivi e dell'agricoltura praticata in condizioni di difficolta' nei confronti del turismo.Questo perche' in un momento di espansione urbanistica forse eccessiva,la coltivazione e la cura degli ulivi preserva e conserva quella che e' la maggiore bellezza e attrattiva del nostro lago e cioè il suo bellissimo e unico paesaggio,che ora come non mai si sta cercando di violentare spesso  a soli  fini speculativi.
Un territorio coltivato,curato e rispettato, ma mai sfruttato sarebbe un'ottima pubblicita' per il turismo,forse Bellagio non ha bisogno di questo,visto il successo che riscuote,non dimentichiamone l'importanza,perchè cio' che la gente ama del nostro lago sono soprattutto il clima e le bellezze naturali che vanno conservate e rispettate e non sfruttate e violentate...
Tutti coloro che coltivano ulivi e che lavorano la terra con passione e sudore ne rispettano ed esaltano la bellezza preservandola per il  futuro...

L'uliveto di Limonta

L'uliveto di Limonta
Si puo' notare dalla fotografia scattata dallo specchio d'acqua antistante alla Chiesetta della Madonna Del Moletto,l'appezzamento di terra irto e impervio dove Sancassani & Agnelli coltivano e raccolgono le olive migliori.
L'area coltivata copre un'area di circa 2500 mq.Si tratta di un impianto di sette anni in cui ci sono coltivate novanta giovani piante di Olive.La scomodita' e l'impossibilita' di raggiungere la collina con mezzi meccanici rende alquanto lenta la raccolta e rende ancora piu' pregiato questo olio.
Il nostro olio e' speciale anche per questo

Le cose da osservare quando si acquista una bottiglia di olio extravergine dop

Le cose da osservare quando si acquista una bottig...

Le nuove disposizioni comunitarie sull’etichettatura dell’olio prevedono diverse novita’,qualcuna a difesa del consumatore e della realta’ produttiva Italiana,molte ad uso specifico delle grandi industrie e degli oli di basso valore.

Nelle disposizioni obbligatorie si prevedono, per la vendita al dettaglio,contenitori che non superino  i 5 lt,restrizione non valida pero’ per ristoranti, mense e collettivita’ per i quali ciascuno stato membro decidera’ la capacita’ massima, cosa che, ovviamente, frena le vendite dirette dei piccoli produttori.

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Le altre disposizioni obbligatorie riguardano le informazioni sulla categoria dell’olio,in cui si ribadisce per l’olio extravergine di oliva e per l’olio di oliva vergine che sono prodotti ottenuti direttamente dalle olive con procedimenti meccanici, la differenza è che l’extravergine e’ di qualita’ superiore.

Potrebbero sembrare informazioni inutili se non fosse per la categoria dell’olio di oliva per la quale , ed è la prima volta, si spiega che è un’olio che ha subito un processo di raffinazione che utilizza trattamenti chimici con solventi, facendo finalmente chiarezza su una categoria considerata dal grande pubblico non molto diversa da quella dell’extravergine.

Leggere attentamente l'etichetta

Leggere attentamente l'etichetta

Nelle indicazioni della zona di origine le informazioni dovranno limitarsi  ai prodotti Dop e Igp, una normativa che penalizza fortemente il made in Italy e l’immagine vincente che esso ha nel mondo.

Nelle disposizioni facoltative ci potra’ essere l’indicazione del paese d’origine, che pero’ difficilmente sara’ usata, e l’indicazione di come e’ stato estratto l’olio per le categorie vergine ed extravergine.

Il termine”prima spremitura a freddo” si puo’ usare solo per il metodo con il sistema tradizionale, quello delle molazze a presse idrauliche in cui  non si supera la temperatura di 27°C, mentre il termine “spremitura a freddo “ indica i prodotti ottenuti con gli altri metodi estrattivi, percolazione o centrifugazione, della pasta di olive a meno di 27°C.

Infine, l’acidita’ che e’ spesso sbandierata come unico parametro di qualita’ dell’olio, ed invece e’ solo uno dei numerosi riferimenti e si puo’ facilmente modificare, va indicata solo se accompagnata da una serie di risultati di altri esami, come quello delle cere, che , in ogni caso, non identificano il valore del prodotto.Dal punto di vista organolettico si puo’ riportare il profilo del prodotto solo se stilato da una commissione di degustazione (panel) riconosciuta.

Purtroppo e’ stata approvata una disposizione comunitaria che consente la produzione di oli misti fatti di oliva e di semi, qualora gli stati membri lo consentano.In Italia cio’ e’ vietato ma nulla potra’ impedire che questi prodotti arrivino sul mercato. La decisione ha un risvolto ancora piu’ negativo se si pensa che nelle nuove miscele la presenza dell’olio d’oliva, qualora superi il 50%, puo’ essere evidenziata in etichetta con simboli grafici o immagini. Ciò confonderebbe facilmente l’acquirente scarsamente informato ed invogliato da prezzi di molto inferiori rispetto a quelli delle produzioni nazionali che garantiscono, pero’ , un prodotto di gran luna piu’ salubre. 
In conclusione ,per avere la certezza di acquistare un'olio extravergine di alta qualita' ,bisogna cercare quelli identificati con i marchi d.o.p. o I.g.p. che garantiscono la provenienza del prodotto e la sua alta qualita' garantita da un organo certificatore.