Nelle indicazioni della zona di origine le informazioni dovranno limitarsi ai prodotti Dop e Igp, una normativa che penalizza fortemente il made in Italy e l’immagine vincente che esso ha nel mondo.
Nelle disposizioni facoltative ci potra’ essere l’indicazione del paese d’origine, che pero’ difficilmente sara’ usata, e l’indicazione di come e’ stato estratto l’olio per le categorie vergine ed extravergine.
Il termine”prima spremitura a freddo” si puo’ usare solo per il metodo con il sistema tradizionale, quello delle molazze a presse idrauliche in cui non si supera la temperatura di 27°C, mentre il termine “spremitura a freddo “ indica i prodotti ottenuti con gli altri metodi estrattivi, percolazione o centrifugazione, della pasta di olive a meno di 27°C.
Infine, l’acidita’ che e’ spesso sbandierata come unico parametro di qualita’ dell’olio, ed invece e’ solo uno dei numerosi riferimenti e si puo’ facilmente modificare, va indicata solo se accompagnata da una serie di risultati di altri esami, come quello delle cere, che , in ogni caso, non identificano il valore del prodotto.Dal punto di vista organolettico si puo’ riportare il profilo del prodotto solo se stilato da una commissione di degustazione (panel) riconosciuta.
Purtroppo e’ stata approvata una disposizione comunitaria che consente la produzione di oli misti fatti di oliva e di semi, qualora gli stati membri lo consentano.In Italia cio’ e’ vietato ma nulla potra’ impedire che questi prodotti arrivino sul mercato. La decisione ha un risvolto ancora piu’ negativo se si pensa che nelle nuove miscele la presenza dell’olio d’oliva, qualora superi il 50%, puo’ essere evidenziata in etichetta con simboli grafici o immagini. Ciò confonderebbe facilmente l’acquirente scarsamente informato ed invogliato da prezzi di molto inferiori rispetto a quelli delle produzioni nazionali che garantiscono, pero’ , un prodotto di gran luna piu’ salubre.
In conclusione ,per avere la certezza di acquistare un'olio extravergine di alta qualita' ,bisogna cercare quelli identificati con i marchi d.o.p. o I.g.p. che garantiscono la provenienza del prodotto e la sua alta qualita' garantita da un organo certificatore.